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Di mamma ce n’è una sola (per fortuna)

My Funny 50's
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L’intento era buono. Quel che non uccide fortifica.

Se siamo così, il merito è delle nostre MAMME. Certo, i nostri ex, condannati ad anni di psicoterapia abbandonata dopo il matrimonio con la 25enne che li porta a Ibiza, parlano di colpa, più che di merito. Ma noi, anche per ringraziarle perché ci hanno fatto mollare quelli che adesso vanno a Ibiza, dopo averle odiate durante l’adolescenza, sopportate appena conquistata la libertà e coccolate in età adulta, siamo finalmente in grado di rendere loro merito.

La mia amica GAVINA, sorriso bianchissimo, ammaliante, gli incisivi importanti che a Hollywood ottengono con l’aiuto dei dentisti migliori, si è sentita suggerire dalla mamma adorata di non esagerare con i sorrisi, che sarebbe stato meglio nascondere «quelle due zappe». Un’altra AMICA mi ha raccontato che a 14 anni, presa dall’insicurezza sul suo corpo, guardandosi allo specchio ha detto sconsolata: «Sono grassa». Per fortuna c’era sua madre, pronta a rassicurarla: «Ma no, non sei grassa, sei tarchiatella!». Praticamente un ergastolo. Si può sempre dimagrire, non ho mai sentito parlare di “ditarchiatizzarsi”, neanche con l’ultimo ritrovato delle palestre. La COLLEGA mi ha confessato che chiede sempre di provare la taglia 46 e le commesse incredule continuano a passarle pantaloni in camerino fino ad arrivare alla 42, la taglia che indossa davvero.

A MARCELLA la mamma ha detto fin da piccola: «Noi non siamo belle, siamo simpatiche». Lei continua a tenere per buono l’assioma, lo racconta con grasse risate. Però ammette che, tra i molti amanti avuti, alcuni non hanno gradito la sua ironia mentre infogatissimi dal suo seno prosperoso e la sua indubbia sensualità cercavano di spogliarla.

Da piccola desideravo tanto quelle CUCINE in MINIATURA con le pentoline di smalto. Mia madre non me l’ha mai voluta comprare bollandola come «un gioco stupido». Allora ho pianto molto, adesso rivaluto una precoce applicazione della teoria del gender. O molto più semplicemente, a lei non è mai piaciuto cucinare e sperava che io non imparassi, per evitare di farlo. Naturalmente, per me fare la pasta è rilassante.

E il punto è che, passati i 50, le nostre mamme sono sempre più presenti, anche quando si sono perse. Cominciamo a ritrovare i loro gesti nei nostri e la loro filosofia spartana nel modo in cui trattiamo figlie e amiche più giovani. Ma se ci sentiamo un po’ cattive sappiamo che stiamo facendo loro un favore. Perché se si sopravvive a mamme come le nostre, si può sopravvivere a tutto. Noi ne siamo la prova.

eVa’

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