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Il profumo di Caterina de’ Medici

Beauty&Wellness, Dress&Impress
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Sapete chi ha introdotto in Francia il profumo? Conoscete il nome della donna che ha contribuito alla nascita dell’industria profumiera vanto della nostra altezzosa vicina?

Si chiamava Caterina de’ Medici, fiorentina, regina, donna bruttina, di controversa fama e capacità diplomatica che le portò l’appellativo di regina nera. Caterina de’ Medici era sicuramente una donna di straordinaria personalità e carisma che influenzò i costumi della Francia (e non solo) aprendola all’arte della profumeria.

Si racconta che il giorno che entrò a Marsiglia per sposarsi con Enrico, duca d’Orléans e futuro re di Francia, la giovane ferma al centro del regale cortile, non voleva scendere da cavallo: aveva attraversato una città fetida e ora, circondata dalla maleodorante corte di Francia che fingeva di omaggiarla, investita dal lezzo di corpi sudici, da fiati puzzolenti, da folate di sudore rancido, portava continuamente al naso una sfera d’oro finemente traforata che lei e altri dignitari avevano appesa al collo.

Fu così che, grazie al profumiere personale di Caterina, Renato Bianco, la corte di Francia scoprì l’arte della profumeria.  Personaggio loquace, pronto sorriso e modi effeminati, ma sguardo deciso e tagliente, rivelò il contenuto dei melograni odorosi, come venivano chiamate in Italia le preziose sfere ornamentali. Racchiudevano pomate ed erbe profumate, composti che “ingentilivano” i rapporti tra le persone grazie al profumo che da quelle sfere si sprigionava.

Sono lieta, dopo tale regale presentazione, di raccontarvi una fragranza che ricorda la mia città Firenze, il GIGLIO DI FIRENZE, si chiama proprio così e la dedichiamo a Caterina de’ Medici, la donna più profumata del Rinascimento e con lei a tutte le donne moderne dalla forte personalità.

Un BOUQUET che si rinnova e si arricchisce di nuove e sorprendenti sfumature. La nota di testa è enfatizzata da sentori agrumati di bergamotto di Calabria e mandarino giallo di Sicilia e dalla nota delicatamente aromatica del Calamo indiano, l’accordo agrumato è arricchito dal neroli del Marocco, il cuore fiorito di giglio fiorentino è originalizzato da sfumature di fiore d’arancio e da eliotropo, il fondo è costruito sulle note del Patchouli dell’Indonesia, del legno di cedro della Virginia e dal musk reso poi leggermente gourmand dalla vaniglia del Madagascar e dall’inedita sfumatura di un accordo di meringa.

Il PACKAGING è un prezioso cofanetto in legno laccato arricchito da un’etichetta in laminato oro sigillato con ceralacca. Il profumo è frutto di un’eccellenza italiana: Pineider marchio che fa storia dal 1774.

Il SIGNIFICATO del giglio per l’uomo è simbolo di fedeltà e di purezza per la donna. Il giglio è un fiore di grande spessore ed è l’emblema della città di Firenze.

Mariangela Romoli

 

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