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Poca carne, ma buona

My Funny 50's
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Rileggo quanto ha scritto la dottoressa ANNA GIULIA PECORARO e mi tornano in mente gli avvertimenti catastrofici che le amiche già entrate in menopausa mi facevano qualche anno fa. La vegetariana: “Terribile, la testa è eccitata, ma giù … asciutta come una castagna secca“. L’arrendevole: “Ho rinunciato, il dolore non vale la pena“: L’eterosessuale pentita: “Ho scoperto la mia componente lesbica, più giù della clitoride non faccio arrivare nessuno“. La meditativa: “Ho sempre dato troppo valore al sesso, si vive benissimo senza“. Ascoltavo con stupore misto ad ansia i loro resoconti di amplessi abortiti, penetrazioni più simili a un prelievo per pap-test che al sesso, relazioni di coppia di colpo (di colpo, siamo sicure?) trasformate in mere relazioni parentali e allegri trombamici relegati al ruolo di consulenti esistenziali. Alle mie orecchie questi premurosi avvertimenti suonavano come memento mori, incombenti avvisaglie di una vecchiaia tetra nella quale il mio corpo si riduceva, letteralmente, a un duro nocciolo serrato e solitario.

Ed ero lì, ad ascoltare con timore ogni piccolo cambiamento, a scrutare allo specchio la riduzione della ghiandola mammaria con conseguente afflosciamento della bella tetta che un fidanzato aveva definito di “propensione mistica“, a puntare gli occhi negli occhi del mio amore, per individuare il più piccolo mutamento nella sua espressione estatica quando mi penetra.

Dal precipitare nel baratro della menopausa subìta mi ha salvato la TRINITÀ, la mia trinità: AMORE, RAZIOCINIO e LETTURA.

Senza l’AMORE il giorno in cui è arrivato il dolorino durante la penetrazione forse avrei rinunciato, come la mia amica. O forse no, avrei fatto quel che ho fatto, andare da una ginecologa brava e dirle le mie preoccupazioni. Ma l’amore nelle sue molteplici sfaccettature è fondamentale. Parlo dell’amore per se stesse, che aiuta a sentirsi un po’ uniche, non fatalmente destinate alla deterministica trasformazione in corpi inutili una volta esaurita la funzione di fattrici. L’amore per ciò che si è costruito in un rapporto, che non può ridursi alla complicità culturale o familiare. E infine l’amore per quel che si è state, nel bene e nel male, per la gioia con cui si è aperto il proprio corpo per incontrarne altri. Quella parte di me stessa, per quanto superata, non la volevo proprio perdere, anche adesso che i corpi incuriosiscono meno ed è ben chiaro che qualità è molto meglio della quantità che spesso l’ormone faceva preferire.

Il RAZIOCINIO mi ha fatto parlare con franchezza con la ginecologa, con la fortuna di trovare quella giusta (anche qui, fortuna o bravura nello scegliere una donna brava? Perché, siamo serie, il ginecologo è un ossimoro vivente). Come la dottoressa ANNA GIULIA PECORARO, la mia ginecologa ha premesso che ogni donna è diversa, quindi ogni menopausa è diversa, e mi avrebbe aiutato ad affrontare eventuali disturbi. Eventuali, non certi. Di ogni tipo, perché la pubblicità parla di vampate di calore e “irritabilità“, senza specificare che magari ti irrita il fatto di non fare più una bella trombata di quelle con proficui rotolamenti nel letto.

Infine la LETTURA. Le donne parlano sempre troppo poco di menopausa, ma ce ne sono tante che per fortuna ne hanno scritto e ne scrivono. Prendete MONICA MAZZITTELLI, che ha coniato il meraviglioso termine PIÙPAUSA ed è riuscita a elencare tutti i lati positivi di una stagione della vita in cui si è più consapevoli. Lei, io, abbiamo la fortuna di attraversare questa evoluzione contando su uomini un po’ speciali. Non so se sarei altrettanto serena nella mia “piùpausa” se mio marito non accompagnasse ogni sera il mio spogliarmi con lo stesso sguardo compiaciuto di quando ci siamo conosciuti. Ma anche l’uomo più speciale non vuole ascoltarti se provi a descrivergli i motivi fisiologici per cui la parete vaginale si assottiglia e puoi provare dolore. Alla fine, è la consapevolezza di quel che sei, di quel che hai imparato e vuoi dal sesso, di ciò che hai costruito nel tuo rapporto a contare. E quando quella fitta la provi, non la trasformi nella coltellata che ti uccide. La pari con la cremina, chiedendogli un cunnilingus più lungo, appellandoti alla fantasia che hai sempre avuto per scovare un nuovo gioco o insistere nella posizione rassicurante che ti fa star meglio. Perché con l’età sei diventata quasi vegetariana, ma di una dieta a base di castagne secche proprio non ne vuoi sapere.

 … la vostra Eva’

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